Usufrutto terreni ungheresi, prescrizione imminente

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 143
Stampa questa pagina
18
Settembre

Usufrutto terreni ungheresi, prescrizione imminente

Scritto da 
Pubblicato in Economia

Una nuova scadenza riporta l'attenzione sui terreni agricoli ungheresi: stanno per cadere in prescrizione i casi contro l'eliminazione dell'usufrutto. Vi spieghiamo la situazione - e perché è importante - con l'avvocato Lajos, esperto in materia che il 22 novembre terrà un incontro dedicato.

I terreni agricoli ungheresi sono stati oggetto di forte interesse della stampa nazionale prima e dopo la scadenza della moratoria dell’UE che ne impediva l’acquisto da parte di cittadini stranieri. Da allora la situazione è cambiata del tutto con la legge in materia, ne abbiamo parlato a più riprese, ma se oggi riprendiamo l’argomento è per l’avvicinarci di un’altra scadenza. A maggio del 2019 cadranno in prescrizione le richieste di danni inoltrate da quanti hanno perso il loro diritto di usufrutto regolarmente acquistato. Di questo caso importante e singolare che si è venuto a creare negli ultimi anni abbiamo parlato con l’avvocato Levente Lajos dello studio legale Lajos Law Firm


Un passo indietro

Allo scadere dei 10 anni dal suo ingresso nell’Unione Europea l’Ungheria ha visto decadere la moratoria decennale sui terreni agricoli ed ha dovuto dotarsi di una legge in materia. Il Parlamento ha votato una corposa legge in base alla quale tutti i cittadini dell’Unione Europea possono acquistare i terreni agricoli, a patto che rispettino dei requisiti particolarmente restrittivi (validi sia per gli ungheresi, che per gli stranieri) e previa procedura di assegnazione dei terreni e di approvazione del soggetto acquirente, che deve tra l’altro essere agricoltore di professione e resiedere entro pochi km dal lotto in questione. Risultato? “Comprare i terreni - argomenta l’avvocato Lajos - è diventato forse ancora più difficile e, se prima era proprio vietato per i soggetti non ungheresi, diversi erano gli escamotage con cui gli stranieri sono comunque riusciti ad entrare in possesso, non diretto, di una considerevole fetta di terre ungheresi”.


Addio usufrutto

Con la legge sui terreni agricoli i diritti d’usufrutto costituiti a favore di persone prive di legami familiari (parenti) dell’acquirente, che teoricamente sarebbero dovuti durare per periodo indefinito, sono decaduti il 1 maggio 2014. In tale data numerose aziende e privati hanno perso il diritto di usufrutto regolarmente acquisito. A ottobre del 2015 l’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Ungheria sostenendo che l’annullamento unilaterale dei contratti di usufrutto “sembra privare le parti colpite dei loro diritti acquisiti e del valore del loro investimento”. “A maggio del 2016 - ricorda l’avvocato Lajos -  la Commissione Europea ha chiesto all’Ungheria e ad altri Paesi dell’UE di emendare le loro leggi sui terreni perché restrittive del diritto di libera circolazione del capitale all’interno dell’UE stessa” Nella richiesta la CE accusava l’Ungheria di avere “un sistema molto ristrettivo che impone un bando completo sull’acquisto dei terreni da parte di persone giuridiche e un obbligo per l’acquirente di coltivare personalmente il terreno”. Il governo ungherese ha mantenuto la sua posizione.


Conclusioni
Per l’avvocato Lajos si tratta di violazione di un diritto reale, acquisito, ed è necessario attivarsi per salvaguardarlo prima che il fatto cada in prescrizione. 
 “La pratica (adottata da diversi soggetti che non hanno potuto comprare dei terreni in Ungheria) di acquisizione dell’usufrutto - spiega l’avvocato Lajos - è perfettamente legale. Gli acquirenti hanno corrisposto la tassa di registro allo stato e il catasto ha registrato i diritti di acquisto”. “I proprietari del diritto di usufrutto coinvolti - sostiene l’avvocato - hanno subito un danno enorme, perdendo la possibilità di lavorare i terreni e anche quella di ricevere le sovvenzioni”.  “Un usufrutto - stima il legale - poteva avere un valore intorno ai 1000-2000 euro all’ettaro”. La Corte Costituzionale ungherese ha valutato anti-costituzionale la mancata compensazione dei danni, “ma le pretese cadranno presto in prescrizione, per cui è necessario attivarsi per ottenere compensazioni”.

Per tutti gli interessati, lo Studio Legale Lajos Law Firm organizza una presentazione sul tema in data 22 novembre 2017. Informazioni: Studio Legale.hu
Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 1451 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ultimi da

Articoli correlati (da tag)