200-300mila posti di lavoro per stranieri in Ungheria

L’ampia disponibilità in Ungheria di posti di lavoro per cittadini europei potrebbe essere una risposta al drammatico tasso di disoccupazione giovanile dell’Italia, che, seppure in calo, mostra ancora un 31,7% per la fascia 16-24 anni e un 16% tra i 25 e i 24?

Judit Graczer di ITL HR Solutions ricorda che ad oggi sono circa 30mila gli addetti impiegati dalla oltre 2600 aziende italiane in Ungheria, mentre “alcune decine di migliaia di giovani italiani hanno trovato posizioni adatte al loro profilo presso multinazionali come General Electrics, IBM, Transcom e molte altre, dove lo stipendio è più alto rispetto al salario base ungherese” “In molti casi è sufficiente essere madrelingua italiana, mentre conoscere altre lingue rappresenta sicuramente un valore aggiunto che apre a un più ventaglio di opportunità lavorative. Per posizioni di costumer service, assistenza IT e call center, in ogni caso, può bastare la propria lingua”.
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STRANIERI IN AUMENTO
Sarebbero attualmente tra le 200 e le 300mila le posizioni aperte in cerca di lavoratori stranieri non solo a Budapest, ma sul territorio nazionale. Lo ha dichiarato László Parragh, presidente della MKIK, la Camera Ungherese per il Commercio e l’Industria, spiegando che gli addetti non ungheresi permetterebbero di ridurre la forte carenza di organico che frena in parte la crescita ungherese.
Nel 2017 sono stati quasi 25mila gli stranieri che si sono trasferiti in Ungheria per motivi di lavoro, oltre 10mila in più rispetto al 2016 (dati dell’Ufficio Immigrazione), ma il numero potrebbe essere anche più alto in quanto per professionalità come infermieri, ingegneri TLC e sviluppatori di software non serve il permesso di lavoro. 
IL FUTURO É NELLA RICERCA
I posti di lavoro ci sono e potrebbero essercene presto ancora di più. Oltre alle grandi espansioni annunciate da gruppi internazionali, tra cui svetta il progetto di Mercedes, ci sono in arrivo diversi nuovi centri di Ricerca & Sviluppo, settori di cui l’Ungheria si afferma via via come hub centro-europea. Ne ha parlato presso l’Università di Szeged il neoeletto ministro all’Innovazione e alla Tecnologia László Palkovics, spiegando che il prossimo ciclo di finanziamenti UE mette al primo posto proprio l’innovazione per cui sono previsti forti aumenti di risorse. Il ministro ha sottolineato l’importanza di creare nel breve termine ulteriori centri di ricerca attorno alle università, sfruttando il concetto di “parco scientifico e d’innovazione” su modello dell’istituto di ricerca ELI ALPS costruito proprio a Szeged. 
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Al tempo stesso la carenza di forza lavoro è un problema crescente anche per le multinazionali. Alcune aziende, non trovando il personale necessario, si sono viste costrette a ridurre la produzione e l’organico, con licenziamenti dovuti proprio a questo paradosso. Secondo Zoltán László del sindacato Vasas è successo di recente a Gyöngyös e a Gödöllő, nel primo caso con il taglio di 500 lavoratori e sarebbero in tutto tra i 2000 e i 3000 i posti di lavoro persi per l’incapacità di trovare le figure professionali necessarie. I sindacati premono  per un’azione immediata del governo.
Una soluzione temporanea, suggeriscono i sindacati, è il personale straniero, posto che l’aumento dei salari non ha ancora portato l’Ungheria vicina alla media del resto d’Europa.

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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