Analisi: Budapest verso le elezioni amministrative

di Claudia Leporatti – Sono settimane di campagna elettorale a Budapest, in attesa delle elezioni amministrative del 12 ottobre, che coinvolgeranno tutta l’Ungheria. Nella capitale, dove saranno votati i sindaci dei 23 distretti più quello generale, la sfida era fino a pochi giorni fa tra il primo cittadino in carica, István Tarlos (che domina i sondaggi con il 37% del supporto stimato. Fonte Medián) e il socialista Ferenc Falus.

Quest’ultimo ha dato a sorpresa le proprie dimissioni la scorsa settimana, lasciando il posto a Lajós Bokros, scelta che non sembra convincere l’elettorato di centro-sinistra: se Falus raccoglieva il 12% di preferenze secondo l’ultimo sondaggio Medián, la stessa rilevazione mostra che solo il 5% intende scegliere Bokros.

ll politico conservatore è a capo di MoMa, Movimento per un’Ungheria Moderna, partito di centro di recente fondazione. La sua figura non è stata accolta con favore dal partito di opposizione PM Dialogue for Hungary, una delle principali formazioni del frammentato centro-sinistra magiaro: “rispettiamo Bokros, ma non possiamo pensare che il leader del partito di centro-destra MoMa rappresenti a pieno i valori dei verdi e del centro-sinistra”.  Il primo, membro del partito al governo, Fidesz, sta puntando soprattutto sulle opere pubbliche realizzate in città negli ultimi anni, di cui molte sono state portate a termine nel 2014, anno in cui gli ungheresi sono stati chiamati alle urne ben tre volte: per le politiche del 6 aprile (che hanno visto confermato il governo conservatore di VIktor Orbán), per le europee di maggio (un’altra vittoria della Fidesz) e per le incombenti elezioni locali di domenica 12 ottobre. Pochi giorni fa Tarlós ha tagliato il nastro delle terme Rudas, rinnovate con un investimento da 3,22 milioni di euro e aperte a pochi giorni dalla decisione che preannuncia un globale intervento di ricostruzione e restauro di diversi bagni e stabilimenti balneari di Budapest, da effettuare da qui al 2018.  I Rudás, tra gli impianti termali più rinomati di Budapest, sono stati arricchiti di una jacuzzi, di una terrazza con giardini panoramici e di un ristorante.

A Tarlós l’avversario Ferenc Falus obiettava di aver ridotto la vita culturale di Budapest a “un teatro di burattini”. L’accusa era dovuta alla decisione del governo locale di autorizzare l’erezione di una statua di Horthy nella piazza della banca centrale e altri monumenti controversi in giro per la città, a suo avviso solo per tenere calma l’estrema destra. Con Falus Tarlos aveva rifiutato il dibattito pubblico, asserendo di voler discutere solo con politici competenti sulla situazione di Budapest, senza fare nomi. 

Ampliando lo sguardo verso il vertice del partito, la tattica di Fidesz è quella di rassicurare l’elettorato: in questi giorni è stato ripetuto due volte l’annuncio riguardo al periodo di tregua dalle misure di austerità, lanciato dal ministro dell’economia Varga e ribadito a inizio settimana da Viktor Orbán. “Ci prepariamo a un’era in cui le persone guadagneranno di più, i pensionati potranno tenere al sicuro il valore delle loro pensioni, i costi delle famiglie saranno ridotti, le scuole saranno migliori e gli ospedali funzioneranno meglio”. “Siamo all’ingresso di una grande era” è stato il proclama di Orbán al giornale locale di Vás, paese poco lontano dalla capitale. 

E Jobbik? Stando alle sue ultime dichiarazioni, il leader Gábor Vona si aspetta di vedere aumentata alle elezioni locali la popolarità del partito di estrema destra, che alle politiche di aprile è stato secondo in 2.100 comuni, pur non avendo vinto in alcun collegio individuale.

 

Claudia Leporatti 

 

Redazione Economia.hu 

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