Budapest, Putin e Orbán rinnovato accordo sul gas

Argomento chiave dell’incontro di ieri tra il Presidente russo Vladimir Putin e il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, è stato il rinnovo del contratto ventennale per la fornitura di gas naturale in scadenza quest’anno, tema di fondamentale importanza per l’economia magiara.

 

Nell’opporsi alle sanzioni economiche conseguenti alla crisi Ucraina, infatti, Orban ha più volte ricordato la dipendenza energetica dell’Ungheria nei confronti della Russia.  Vediamo come ha reagito la Borsa di Budapest a tale annuncio.

Orbán ha dichiarato di aver raggiunto un accordo che consentirebbe il prolungamento della fornitura e l’utilizzo di parte della quantità di gas inclusa nell’accordo del 1996 ma rimasta inutilizzata. La modalità di pagamento sarebbe vantaggiosa per l’Ungheria che dovrà pagare solo dopo il reale utilizzo del combustibile.

Gli aspetti più tecnici saranno finalizzati nel prossimo futuro e il contratto dovrebbe essere perfezionato nei prossimi mesi.

Il raggiungimento dell’intesa è stato confermato anche dal Presidente della Federazione Russa, il quale ha aggiunto che Gazprom, colosso del gas di proprietà statale, è pronta ad aumentare la quantità di gas immagazzinata in Ungheria.

L’importanza di questo accordo si è riflessa anche nell’andamento della borsa di Budapest. L’indice azionario di riferimento, il BUX, nella giornata di ieri è salito dello 0,2%,  terminando il trend negativo che durava da due giornate, e alle 9:10 di questa mattina guadagnava 91,54 punti (0,51%) portandosi a quota 18.000,65.

In entrambi i casi tra i titoli trascinatori dell’indice si trova l’energetica MOL.

Articolo di Federico Fanin per Economia.hu

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