Budapest illuminata contro la “Internet Tax”

Una seconda grande manifestazione pacifica e apartitica si è tenuta la sera di lunedì 28 ottobre a Budapest, ripresa dai giornali di tutto il mondo e caratterizzata da quello che è diventato il vessillo di questa protesta: lo smartphone.

Le lucine delle decine di migliaia di telefoni illuminati hanno percorso la città lungo il percorso prestabilito, ma anche, in contemporanea, gli altri maggiori centri ungheresi, tra cui Debrecen, Pécs, Szeged e Győr. In un modo o nell’altro Internet unisce le distanze; nel corteo il fanatico di estrema destra affianca il democratico di sinistra: non è questione di bandiere. Intanto da Bruxelles arrivano i primi commenti ufficiali, contrari alla proposta di legge che Fidesz intende inserire nella Finanziaria 2015 e che potrebbe tassare la navigazione sul Web.

Come sempre i numeri dei partecipanti sono impossibili da calcolare con esattezza, ma sono già oltre 230mila gli iscritti alla community Facebook creata pochi giorni fa. Ieri sera il seguito è stato tale da intasare le reti telefoniche e, nelle ore successive, da intasare diversi siti web.  Il momento principale della dimostrazione è stato l’attraversamento del ponte Elisabetta da Pest a Buda, fino al monumento che rappresenta “il km zero “ di Budapest: un simbolo scelto perché mostra quello che il popolo ungherese vuole pagare come tassa su Internet. Per il momento non ci sono passi indietro da parte del governo: solo un primo aggiustamento della proposta, consistente nel tetto massimo mensile da pagare. I cittadini non demordono e, se non ci saranno revoche della proposta, una nuova manifestazione è già in calendario per il 17 novembre. 

E l’Europa?

L’economia digitale dovrebbe aiutare l’Europa ad uscire dalla crisi; per questo motivo “tassare il digitale in un Paese che è già al di sotto della media europea è un’idea particolarmente cattiva”. Con queste parole Ryan Heath, portavoce del commissario UE per l’agenda digitale Neelie Kroes, ha commentato la proposta del governo Orbán di tassare la navigazione su Internet. “La tassa deve essere discussa adesso, non solo dopo l’adozione della legge” ha aggiunto Heath con riferimento ad altre controverse decisione prese da Budapest negli ultimi anni. “Kroes continuerà a sostenere le proteste in corso contro la tassa”, ha aggiunto il portavoce. Il commissario ha scritto su Twitter la settimana scorsa un messaggio di supporto e di incitamento a dire la propria, definendo la tassa “una disgrazia”. 

Redazione Economia.hu

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