Budapest vuole tassa su pubblicità: i dettagli sull’imposta

Budapest discuterà nei prossimi mesi (in un primo momento si era parlato di una presa in esame immediata della bozza, in questa settimana stessa, ma è stato poi precisato da L. Simon che il tema sarà affrontato in estate) la proposta di tassa sulla pubblicità.

Il parlamento ungherese occhieggia un’ipotesi simile da diversi anni, già dal 2000, ma questa volta l’idea è stata presentata in uno stadio già molto avanzato e godendo l’esecutivo della maggioranza assoluta la sua approvazione è quasi certa. Economia.hu ha approfondito l’argomento parlandone con un’esperta in materia fiscale, Erzsébet Kubat di ITL Group.

La tassa andrebbe a riguardare non chi acquista spazi pubblicitari, ma chi li pubblica: in pratica televisioni, giornali, radio e siti Internet. A pagarla sarebbero tutti i media aventi sede in Ungheria o che trasmettono in lingua ungherese per almeno la metà del tempo di trasmissione, ma anche i portali che ospitano pubblicità in lingua magiara su Internet, oltre a chi esce su cartelloni, mezzi di trasporto e sugli edifici. Nella proposta che sarà discussa a giorni in Parlamento la base imponibile è costituita dal fatturato netto delle pubblicità, con aliquota progressiva, a scaglioni, come spiega Erzsebet Kubat, esperta di ITL Accounting presso ITL Group di Budapest. 

Le aliquote:

 

– Fino ad un fatturato di 0,5 miliardi di fiorini l’aliquota è zero;

 

– da 0,5 miliardi fino ai 5 miliardi di fiorini deve essere corrisposto l’1%, 

 

– da 5 a 10 miliardi di fiorini il 10%;

 

– da 10 miliardi a 15 miliardi di fiorini paghi il 20%;

 

– tra il 15 e 20 miliardi di fiorini il 30%;

 

– sopra i 20 miliardi deve essere versato il 40%.

“Gli acconti – spiega ancora Erzsebet Kubat – dovrebbero essere versati in due rate, rispettivamente entro il 20 luglio e il 20 ottobre, mentre entro il 20 dicembre deve essere corrisposta l’integrazione dell’obbligo.” La tassa sarebbe introdotta già nel 2014, calcolando la base imponibile per gli acconti in base ai dati 2013 e con scadenza della prima dichiarazione e pagamento relativo entro il 20 agosto; il secondo acconto, invece, dovrebbe essere pagato entro il 20 novembre. La motivazione, argomenta la dottoressa Kubat, sarebbe “allineare il mercato dei media a come si è evoluto il sistema tributario: quest’ultimo non attinge soprattutto dai finanziamenti pubblici, ma ha spostato anzi il suo baricentro verso le tasse sui consumi e sulle vendite. Sono nate infatti imposte specifiche che colpiscono alcuni segmenti dell’economia che in passato non contribuivano in modo così consistente”. Alcuni dati? Secondo i calcoli citati da napi.hu saranno 3 compagnie maggiori a versare il 74% dell’incasso previsto grazie a questa tassa, pari a circa 10 miliardi di fiorini. L’aliquota del 40% andrebbe a colpire solo una compagnia: la M-RTL Zrt, che gestisce il gruppo RTL, il quale si troverebbe a pagare una tassa che potrebbe raggiungere i 4,5% miliardi di fiorini. Il gestore di TV2, che ha protestato insieme a RTL, potrebbe sborsare 1,9 miliardi di fiorini e il terzo gruppo Chello.hu. 

Per maggiori informazioni info@itlgroup.hu

Redazione Economia.hu 

 

 

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