Budapest100 si farà anche quest’anno: le case saranno aperte al pubblico l’11 e il 12 settembre 2021

Come ogni anno dal 2011, la tradizione di Budapest100 torna a raccontare storie quotidiane al pubblico attraverso giardini, cantine, soffitte. Ogni edificio e ogni casa ha qualcosa da condividere e per questo tutte le case di Budapest sono invitate a partecipare.

“Il motto del progetto è che ogni casa è interessante”

-Timea Blonde

Il Covid-19 non ha impedito l’organizzazione del sempre più noto evento di Budapest. Già lo scorso anno, per non interrompere la tradizione e durante la chiusura primaverile, l’Orchestra del Festival di Budapest si è offerta di tenere concerti nei giardini delle case e il programma è stato completato da alcuni residenti che hanno offerto tour virtuali registrati, mantenendo, seppur a distanza, il clima di festa e spensieratezza tipico di quel fine settimana.

Quest’anno, al decimo compleanno della tradizione, oltre allo spostamento della data dell’evento (da maggio e settembre 2021), gli organizzatori hanno pensato di riadattare il tema verso una linea ancora più inclusiva e che arrivasse a coinvolgere anche associazioni di non vedenti.

L’idea di Budapest100 infatti è proprio quella di creare una comunità, dei legami duraturi che miri a riunire persone di diversa estrazione sociale e coinvolgerli attivamente all’organizzazione.

La vera forza di questa celebrazione sono i volontari e le volontarie: la sua realizzazione è resa possibile dalla collaborazione con le organizzazioni della società civile, comprese associazioni locali e iniziative di volontariato.

Ci sono infatti moltissimi modi per aiutare anche indirettamente il festival: “da uno studente universitario a una persona anziana possono offrirsi volontari per organizzare programmi, fare ricerche o scattare fotografie ” ha detto Tímea Szőke, Project Lead presso KÉK Contemporary Architecture Center tra i fondatori di Budapest100.

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Arianna Cerri