Caso NAV, lettera Ambasciata USA a Ungheria

L’Ambasciata Americana a Budapest ha inviato un comunicato al Ministero degli Affari Esteri e del Commercio concernente gli antefatti del divieto di viaggiare negli Stati Uniti nei confronti di sei individui ungheresi. Secondo il ministero il documento non porta alcuna prova a conforto delle accuse di corruzione e Viktor Orbán, durante il discorso del venerdì alla radio di stato, ha dichiarato di trovare difficile il prendere sul serio un documento che non è altro che “un pezzo di carta” e che non contiene alcuna prova. Lo pubblichiamo tradotto in italiano nel seguito dell’articolo.

Nel documento intitolato “Coinvolgimento del Governo di Ungheria nelle Accuse di Corruzione”, pubblicato dal governo stesso, si legge quanto segue: 

– L’Ambasciata ha intrattenuto regolari contatti con il Governo Ungherese dal Febbraio 2012 per discutere sospetti di corruzione. La nostra richiesta di un appropriato intervento non ha portato risultati né risposte ufficiali. Le informazioni riguardanti la corruzione sono stati rese disponibili da reportage investigativi, gruppi di watchdog e informatori.

Tappe temporali dei colloqui tra l’Ambasciata e il Governo Ungherese in materia di corruzione:

Ottobre 2013: durante un incontro con il Direttorato Crimini della NAV sono stati sollevati sospetti specifici in merito a frodi IVA nel settore agricolo e nel processo di nazionalizzazione del tabacco. I sospetti sono stati respinti dalla NAV, i cui funzionari non hanno offerto risposte concrete agli interrogativi posti.

– Nazionalizzazione del Tabacco: la Posta ha comunicato segnalazioni da numerose fonti che documentavano un processo non trasparente di assegnazione delle licenze per la vendita di tabacco, con vittorie tendenzialmente deviate in favore di persone e aziende legate alla Fidesz. In aggiunta, si paventava che la nazionalizzazione del tabacco avrebbe potuto risultare in un aumento del mercato nero delle sigarette. Una crescita del contrabbando di tabacco avrebbe potuto con buone probabilità corrispondere ad un incremento di altri tipi di contrabbando e contribuire quindi in un aumento dell’attività del crimine organizzato. 

Dicembre 2013: Durante un incontro con il Direttorato Crimini della NAV, l’Ambasciata Americana ha ha menzionato i sospetti riportati da una società statunitense che ne aveva parlato sia alla NAV, sia al Ministero dell’Economia, dal 2012. Pur riconoscendo un’ “ampia” frode fiscale in materia di IVA, la NAV aveva allontanato le accuse dell’informatore Andras Horvath (il governo ungherese sostiene adesso di aver avviato un’indagine per frode IVA presso la NAV a quel tempo, ma la Posta non ha trovato alcuna prova di tale azione)

Reclami da parte di aziende USA: due investitori agricoli statunitensi hanno fatto rapporto di aver perso decine di migliaia di dollari all’anno a causa di prodotti a prezzi non regolamentari coinvolti nella frode sull’IVA. La Posta ha fatto notare alla NAV che almeno un’azienda ha reso note pubblicamente alla stampa e privatamente alla NAV le sue proteste nel tentativo di provocare un’azione, ma nessun cambiamento è stato osservato sul mercato. La Posta ha inoltre osservato che la denuncia pubblica dell’azienda statunitense è stata oscurata da un rapporto preparato da una rispettabile società di auditing che ha documentato l’esistenza di una frode sull’IVA nel settore alimentare. 

Reclami di Andras Horvath: la Posta ha riportato che Andras Horvath ha denunciato perdite annue pari a un 1 trilione di fiorini (4,5 miliardi di $) derivanti da imbrogli in materia di IVA; l’indagine della NAV non è apparsa sufficiente data la gravità dell’accusa sollevata da Horvath. La Posta era particolarmente preoccupata dalle accuse di diffamazione sollevate contro Horvath, facendo notare che la NAV è sembrata più motivata a indagare sull’informatore che sulle denunce da lui sporte. 

Gennaio 2014: durante un incontro presso il Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Pubblica, l’Ambasciata ha sollevato contestazioni riguardo alla frode sull’IVA, corruzione istituzionalizzata, protezione degli informatori e Foreign Corrupt Practices Act (FCPA). I funzionari del governo hanno indirizzato l’Ambasciata nel sporgere le loro denunce presso l’Ufficio Doganale della NAV e il Ministro degli Interni/la Polizia.

Impegno del Governo nella lotta alla corruzione: ci sono stati sforzi da parte del Ministero della Giustizia e della Pubblica Amministrazione per migliorare le misure di formazione sull’anti-corruzione e di formazione etica all’interno del Governo, così come nel migliorare le regole relative alla corruzione. L’unità coinvolta in tali azioni è stata suddivisa in due parti quando il Ministero è stato diviso in due ministeri separati. 

Febbraio 2014: durante un incontro del Direttorato Crimini della NAV, l’Ambasciata ha riportato le  denunce sollevate da un’azienda statunitense riguardanti frodi IVA. La NAV ha risposto che non c’erano stati reclami a seguito della revisione fiscale. Il direttorato crimini ha detto di essere impossibilitato ad agire in mancanza di reclami portati dall’audit. La Posta ha fatto notare che l’unità della NAV responsabile dell’auditing (KUIG) è stata dismessa nel gennaio del 2013.

Smantellamento del KUIG: un informatore anonimo ha diramato a mezza stampa proteste riguardo alle attività del KUIG per bloccare frode IVA. Secondo l’informatore, il KUIG era un’autorità deputata alla revisione fiscale all’interno della NAV creata espressamente per investigare le frodi IVA trans-frontaliere, che è stata “sistematicamente minata” e quindi smantellata.

Giugno 2014: l’Ambasciata ha sollevato accuse di frode FCPA VAT al Ministero degli Affari Esteri e del Commercio, sottolineando la gravità della situazione e, data la presenza del sospetto di corruzione, suggerendo un intervento. Il Ministero ha condiviso l’informazione internamente secondo le chiamate effettuate in seguito, ma non ci sono state altre risposte in merito.

Ottobre 2014: il Chargé d’Affaires ha informato il ministero degli affari esteri e del commercio del divieto di ingresso negli USA nei confronti di 6 funzionari del governo.

Traduzione a cura di Claudia Leporatti

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Redazione

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