L’Ungheria per settori: automobilistico, la storia

L’automotive è il settore trainante del comparto manifatturiero ungherese. Con oltre 700 fornitori dell’industria automobilistica internazionale e più di 500mila veicoli prodotti nel 2015, l’Ungheria è 43simo tra i primi 100 fornitori di OEM (original equipment manufacturer) del mondo. Ripercorriamo la storia del settore automobilistico ungherese fin dagli albori.

Sapevate che…gli ungheresi hanno dato numerosi contributi alla storia dell’evoluzione dei mezzi di locomozione su 4 ruote: a partire dal quindicesimo secolo quando, durante nella rigogliosa era di Re Mattia Corvino l’Ungheria viveva il suo massimo splendore, fu inventato in Ungheria il “Cocchio” un modello innovativo di carezza con sacca sospesa all’asse tramite cinghie e catene. Il nome “Cocchio” deriva da Kocs, la località di origine del mezzo, ed è probabilmente l’origine della parola cocchiere. 

Il primo vaporizzatore a petrolio (carburatore) è stato brevettato in Ungheria, nel 1893, da János Csonka e Donát Bánki. Csonka fu il primo inventore a usare l’alluminio nell’assemblaggio di motori e sviluppò le valvole ad aspirazione controllata e il magneto di accensione per motori a benzina. 

Sfrecciamo verso il 1905 quando, sempre per mano di János Csonka, in Ungheria inizia la produzione di automobili organizzata. Su commissione della posta reale ungherese, infatti, Csonka creava la sua auto per il trasporto postale nel centro di formazione dell’Università di Tecnologia di Budapest. 

Un altro ingegnere ungherese, József Galamb sviluppò, insieme a un team di illustri inventori, il progetto della nota Ford T, nome completo “Ford Model T” conosciuta anche come Tin Lizzie (lucertolina di latta) o Flivver (macinino). Il modello fu sviluppato a Detroit da Henry Ford insieme appunto a Galamb e ad un altro emigrato dall’Ungheria, Jenő Farkas. La produzione in serie iniziò intorno al 1910 e ne fece la prima auto “economica” dalla produzione di massa, prodotta per circa 20 anni per un totale superiore ai 155 milioni di veicoli. Nel 1939 un altro ungherese emerge nella storia dell’automobile. É Béla Barényi, assemblatole per Daimler-Benz il quale fondò le mitologie di base per la sicurezza passiva nei veicoli. L’esistenza della cosiddetta zona d’impatto, del comparto passeggeri non deformabile e lo sterzo a piantone telescopico. Alla fine degli anni ’40 fu sempre Barényi ha introdurre i crash test nell’industria automobilistiche.

Altri nome ungherese importante nel mondo dell’automotive sono stati quelli di Ferenc Pavlics, direttore tecnico presso General Motors e parte della formazione del Rover lunare (LRV) che fu spedito sulla Luna dal modulo lunare della navicella Apollo nei primi anni Settanta.

Non finisce qui. Ferenc Anisits ha dato un contributo significativo allo sviluppo del motore diesel a primo otto cilindri e iniezione diretta motore e diretto Centro di Sviluppo Diesel BMW di Steyr, in Austria. Sotto la sua guida, nel 1993 è stato introdotto il sistema di iniezione diesel a controllo elettronico che gli è valso il premio Ernst Blickle Innovation nel 1995.

Fonte delle info: HIPA

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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