L’Ungheria inventa la “Tesco Fee”

Tra le misure contenute della Finanziaria 2015 presentata dal governo Fidesz, vi sono l’estensione agli alcolici della “chips tax”, introdotta nel 2011 per limitare il consumo del cibo spazzatura, la cosiddetta “Tesco Fee”, un’ulteriore mossa per evitare il predominio assoluto delle grandi catene internazionali e modifiche agli indennizzi per le famiglie con figli. 

In base alle prime notizie, infatti, la legge comporterebbe l’uscita dal mercato per le attività con: 

–  oltre il 50% del fatturato generato grazie alla vendita Fast-moving consumer goods (FMCG), ossia le merci durevoli, come le bevande, ma anche prodotti da bagno e per la casa, giocattoli, etc;

– entrate nette da vendite di due anni fiscali consecutivi di almeno 50 milioni l’uno;

– bilanci a zero o negativi depositati in entrambi gli anni di cui al punto precedente.

Tale norma, che se approvata entrerà in vigore il 1 gennaio 2018, non sarà applicabile per i primi 4 anni di esercizio dell’attività commerciale. 

La legge stabilisce inoltre che i negozi “discount”, i grandi supermercati e gli ipermercati non potranno esercitare nelle zone patrimonio dell’Umanità UNESCO all’interno delle aree metropolitane. Lo scopo di tale punto è “proteggere i valori ungheresi riconosciuti in tutto il mondo, conservare il paesaggio e preservare l’ambiente”. I punti vendita esistenti in tale aeree e che rientrano nelle categorie citate (che la legge descrive una per una) possano restare aperti fino al 1 gennaio 2018. Dopo tale data dovranno chiudere o saranno forzati a farlo dalla polizia.

Per le altre modifiche previste dalla finanziaria seguite la nostra sessione FISCO.  

Redazione Economia.hu

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