Orbán su scandali broker: “I soldi delle gente potrebbero essere salvati”

Lo scandalo del brokeraggio è stato il nodo focale del discorso del venerdì di Viktor Orbán, che lo ritiene la cartina tornasole di un sistema che manca di un sistema di gestione del Tesoro capace di assicurare le condizioni necessarie la “necessaria sicurezza per “parcheggiare” il denaro pubblico, inclusi i fondi per i governi locali”.

Se il Tesoro fosse modernizzato, sostiene il primo ministro, l’Ungheria potrebbe tenere i soldi pubblici al riparto da simili manovre finanziarie. Le istituzioni coinvolte nell’affare Quaestor, ha assicurato Orbán “hanno investito le loro risorse in securities a basso rischio – le hanno semplicemente depositate nel posto sbagliato”. Nei giorni scorsi, ha raccontato il leader conservatore, Quaestor gli ha spedito una lettera il cui contenuto rispecchia le loro dichiarazioni alla Banca Nazionale Ungherese. Dopo averla ricevuta, spiega, l’ha inoltrata al Ministro dell’Economia Varga dandogli istruzioni di contattare la compagnia di broker per discutere la questione. Non solo il ministero degli Esteri aveva affidato denaro a Quaestor; nella trappola del brokeraggio sarebbero finiti anche fondi dei governi locali e un fondo sanitario per la tutela degli impiegati. Le dichiarazioni di Orbán sono volte a rassicurare: siamo stati avvertiti in tempo, i soldi sono stati ritirati e alle società è stata messa fine alla “rischiosa” pratica di tenere i soldi dei contribuenti presso compagnie di brokeraggio. Adesso restano inevitabili le polemiche: il governo ha fatto sì ritirare il denaro dalle compagnie di brokeraggio e bloccato una procedura rischiosa, ma perché la stava attuando in passato? E ancora, come mai ha aspettato dopo aver deciso di ritirare le proprie risorse, due settimane prima della bancarotta di Quaestor?

Una nota finale per la procedura d’infrazione della Commissione Europea contro l’Ungheria in relazione alle restrizioni sull’acquisto di terreni incluse nella Legge sui Terreni Agricoli: Orbán ha detto che alla prossima riunione di gabinetto sarà deciso quali punti della contestazione dell’UE saranno accettati.

Redazione Economia.hu

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