Oscar a “Son of Saul”

L’Ungheria torna a vincere l’Oscar dopo 34 anni

e lo fa con una pellicola importante, per i temi che tocca e per l’innovativa tecnica di narrazione che adotta, Son of Saul (Figlio di Saul), di László Nemes. La trama ripercorre due giorni di un ebreo prigioniero ad Auschtwitz. Un regista senza titoli di studio in ambito cinematografico firma la sceneggiatura insieme a un’autrice che non hai mai scritto per il cinema, sua allieva di ungherese quando ancora viveva in Francia: il risultato è sorprendente. Premiato già a Cannes (maggio 2015), all’inizio dell’anno Son of Saul ha vinto anche il Golden Globe. “Anche nelle ore più buie può esserci una voce interna dentro di noi che ci permette di rimanere umani. Questa la speranza del mio film” ha commentato un commosso László Nemes, regista e co-autore insieme a Clara Royer della pellicola ambientata ad Auschwitz. Un punto di vista diverso, quello adottato dal giovane regista ungherese, che privilegia gli occhi di Saul, attraverso cui vediamo ciò che lui vede, oltre a poche vedute laterali. I dialoghi sono rari, molti i sussurri. La visione richiede pazienza e ascolto visivo ed emotivo: a parlare sono i gesti e le emozioni.

Chi è il figlio di Saul?
Saul Auslander, protagonista del film, è un ebreo internato ad Auschtwitz che viene reclutato nei Sondernkommando con il compito di assistere allo sterminio dei suoi compagni. Un giorno, tuttavia, assiste all’uccisione di un giovane e, per dargli degna sepoltura e preservarne le spoglie dalla cremazione, racconta che era sua figlio e si mette in cerca di un rabbino per le onoranze.
Il ruolo principale è interpretato da Géza Röhrig.
Chi è László Nemes?
Nato a Budapest nel 1977, László Nemes è cresciuto e ha studiato in Francia, a Parigi, con un’istruzione improntata alla Storia e alle Scienze Politiche, per l’impossibilità di studiare cinematografia come avrebbe desiderato. La sua formazione avviene sul campo: inizia infatti a lavorare come aiuto regista di corti. A 26 anni torna a Budapest, dove continua a lavorare sui cortometraggi. Riprenderà gli studi nel 2006 alla New York University Tisch School of the Arts, con un master in Regia che però abbandona, non gli piaceva. A Budapest aveva già conosciuto e iniziato a lavorare con Mátyás Erdély, direttore della fotografia e Tamás Zányi, progettista del suono, entrambi destinati a lavorare per lui in Son of Saul. A New York incontra invece Géza Röhrig, che diventerà l’attore protagonista del film. Si offre come assistente a Béla Tarr, lavora come aiuto regista sul set de L’Uomo di Londra (2007). Presentato a Venezia nel 2007 con un suo corto e nominato all’European Film Awards nel 2008, Nemes continua a produrre cortometraggi. Ne realizza tre di particolare successo, che ottengono oltre 30 premi e concorrono in più di 100 cine festival internazionali.
L’Ungheria agli Oscar
L’ultima nomination all’oscar per un ungherese risale al 1989, quando il pluripremiato István Szabó (Oscar nel 1982 con Mephisto), veniva nominato per Hanussen. Proiettato o in programmazione in circa 80 Paesi, secondo il regista “Son of Saul” “dovrebbe essere visto da ogni adolescente, non per riempire le sale, ma a causa della mancanza di empatia di molti di loro”.

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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