Salvini-Orbán, sodalizio su immigrazione

Ieri le telecamere italiane e ungheresi sono state puntate sull’incontro di Viktor Orbán con il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini a Milano, incentrato sul cavallo di battaglia di entrambi i leader, l’immigrazione. Forte pressione sull’UE da parte dei due politici, che chiedono modifiche agli accordi, in modo da poter rimandare indietro i migranti.  “Stiamo lavorando – spiega Salvini –  per costruire una futura alleanza che escluda i socialisti, che escluda le sinistre, che riporti al centro i valori, le identità, che i nostri movimenti e i nostri governi rappresentano” Possiamo unire energie diverse con un obiettivo comune, conclude Salvini.  (il VIDEO integrale della conferenza stampa in calce all’articolo)

CHI MOSTRA LA VIA ALL’EUROPA
Orbán e Salvini si corteggiano da diverso tempo e ci hanno sempre tenuto a farlo sapere al resto del mondo. Quello che c’è stato da osservare, ieri a Milano, è l’accoglienza riservata al primo ministro ungherese, degna del numero uno di una grande potenza, degna, forse, di un re. Del resto l’atteggiamento e la retorica di Orbán si sono da tempo – nel corso dei suoi mandati dal 2010 a oggi – spostati verso quelli del sovrano di un regno, piccolo – lo ribadisce sempre -, ma coraggioso, determinato e orgoglioso. E come tale Orbán riesce a farsi trattare, con un Salvini che silenzia i giornalisti con i suoi toni da festa di paese, ma perentori, quasi un professore davanti alla classe indisciplinata in occasione della visita del preside. Ciliegina sulla torta, Salvini si è speso pure in un’attacco al nemico numero uno di Orbán, George Soros. 
Quale sia il suo obiettivo lo ha spiegato molto bene su Rai News Stefano Bottoni, storico dell’Accademia Ungherese delle Scienze nonchè autore ed esperto di politica contemporanea: “Penso che l’nteresse principale di Orbán sia trascinare un movimento molto grande come quello della Lega di Salvini che ormai ha inglobato buona parte del centro-destra europeo.” “Credo – prosegue Bottoni – che sul medio periodo l’obiettivo di Orbán non sia di uscire dal Parlamento Europeo e tantomeno dall’UE, il che è una fantasmagoria, ma di cambiare profondamente gli equilibri politici europei dall’interno e lo può fare da una posizione di forza, che è quella di essere ormai uno dei membri più influenti della principale famiglia politica europea”

SALVINI SULL’UNGHERIA
In una pioggia di complimenti all’operato dell’uno e dell’altro si chiamano “amico”, Orbán e Salvini, “amico Viktor”, dice Salvini e “amico Matteo” risponde Orbán, che in un commento alla stampa ridendo non nasconde di aver chiesto approvazione a Silvio Berlusconi, amico di lunga data, per incontrare il capo della Lega. “Sono fiero ed orgoglioso di rappresentare un punto fermo non solo per l’Italia, ma per l’Europa intera – dichiara Salvini -. Anche dal punto di vista economico il caso ungherese è da studiare: una disoccupazione al 3,5%, una crescita superiore al 4%, una flat tax al 9% per le imprese e al 15% per le persone: è la dimostrazione che un Paese può crescere spendendo e investendo e non tagliando e sacrificando.[…] Comincia con oggi un percorso che ci accompagnerà per i prossimi mesi – annuncia Salvini – per un’Europa diversa, per un cambiamento delle politiche europea che mettano al centro il diritto al lavoro, alla vita, alla salute, alla sicurezza, tutto quello che le elitè europee finanziate dai Soros e rappresentate dai Macron di turno, negano”.  
ORBÁN SU SALVINI
“Eroe e compagno di destino” così si esprime in una breve intervista Orbán su Salvini, che, visibilmente compiaciuto, precisa “politicamente parlando”.
“In Ungheria (Salvini) gode di un rispetto assolutamente rilevante, se lui partecipasse alle elezioni ungheresi, vincerebbe. Per ora grazie a Dio non partecipa. Gode di questa popolarità in Ungheria perchè sta dimostrando che la migrazione può essere fermata anche in mezzo al mare: al di fuori di lui nessun altro leader ha dimostrato lo stesso. Questo coraggio desta in noi rispetto” “Gli auguriamo di non indietreggiare, che difenda i confini europei”
“L’Ungheria è un Paese piccolo, ma ha una certa forza e per la difesa dei confini diamo tutti gli aiuti possibili”
“I migranti che sono già entrati e sono qui devono essere riportati a casa loro. L’elitè europea di Bruxelles dice che questo non è possibile, ma lo diceva anche per quanto riguarda la difesa dei confini. Io credo che sia assolutamente possibile, serve soltanto determinazione e volontà politica.”
VERSO UN’UNGHERIA SEMPRE PIÙ CATTOLICA?
Ma la missione in Italia di Orbán e relativa delegazione non si è limitata all’incontro del 28 agosto. 

Di rilievo strategico è stata anche, a Roma, la partecipazione del ministro degli Esteri Szijjártó al Seminario della rete internazionale di lei legislatori cattolici. In tale occasione, secondo le testate nazionali, il governo ungherese ha offerto la sua collaborazione con tutti coloro che si pongono l’obiettivo di fermare l’immigrazione clandestina e che fanno della protezione dei confini una priorità. Szijjártó ha sottolineato la vicinanza di posizione con il nuovo governo italiano, in particolare con Salvini, su diversi punti riguardanti le politiche migratorie. 

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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