Ungheria: nuova stretta sui fondi pensione privati?

Un’altra stretta sulle pensioni, già nazionalizzate quattro anni fa, potrebbe arrivare in Ungheria già entro la fine del 2014. I fondi pensione privati, infatti, potrebbero essere costretti a chiudere se i loro iscritti non avranno pagato regolarmente le quote degli ultimi sei mesi.

Di questa proposta di legge, che il Parlamento deve ancora valutare, Viktor Orbán ha parlato lo scorso venerdì nel suo discorso bisettimanale alla radio pubblica. Con una legge votata il 13 dicembre 2010 il governo Fidesz ha statalizzato le pensioni pochi mesi dopo l’inizio del mandato, abbattendo di fatto uno dei tre pilastri del sistema pensionistico magiaro.

Il sistema pensionistico dal 2010 a oggi

All’epoca ai contribuenti è stata dato tempo fino al 31 gennaio 2011 per scegliere di passare ai fondi pubblici lasciando quelli privati. La legge ha di fatto abrogato la riforma del 1997, quando i fondi privati erano stati affiancati al sistema pensionistico basato sui contributi versati di mese in mese. Il denaro versato dai contribuenti che sono passati ai fondi statali dopo il 2010 è stato convogliato in un nuovo fondo gestito dall’Agenzia di Gestione del Debito Pubblico (AKK). I valori nella forma di titoli emessi dal governo, che ammontavano a circa la metà del totale, sono stati ritirati e le azioni sono state gradualmente vendute. Il testo della legge prevede che le entrate dalla vendita degli assets siano utilizzati per il fondo pensione statale, per rispettare altri target contenuti nel bilancio o per ridurre il debito pubblico. 

La nuova proposta di legge (dal 1 gennaio 2015)

In base alla proposta del novembre 2014, inviata al Parlamento dal ministro dell’Economia Mihály Varga, ai fondi pensione privati sarebbe richiesto di accertare e dimostrare che almeno il 70% dei loro aderenti abbiano pagato le quote mensili nei precedenti sei mesi; altrimenti dovranno chiudere. Lo scopo dichiarato dal governo sarebbe quello di assicurare che nessuno sia lasciato senza copertura pensionistica. Secondo Portfolio.hu una simile decisione porterebbe a nazionalizzare “200 miliardi di fiorini”, quelli rimasti dalla “semi-nazionalizzazione” decisa per portare il deficit di bilancio entro il 3% fissato da Maastricht. Il maggiore fondo pensionistico sul mercato, Horizont Private Pension Fund, ha comunicato a Reuters via email che “la modifica della legge pensionistica e dei fondi pensione implica in pratica la chiusura di tutti i fondi pensione privati esistenti nel Paese”, aggiungendo che “è probabilmente chiaro ai legislatori che nessuno dei fondi attualmente esistenti soddisfano un tale criterio”. In base a un sondaggio di Horizon, scrive Reuters, il 95% dei clienti che hanno deciso di mantenere i loro conti privati obbligatori sono soddisfatti di tale scelta e non tornerebbero indietro per optare per le pensioni statali.

Redazione Economia.hu

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