L’Ungheria produrrà il vaccino cinese Sinopharm

Come riportato da CGTN in un video pubblicato il 1 giugno, il Ministro ungherese degli affari esteri e del commercio Peter Szijarto ha affermato lunedì dopo un incontro con il suo collega cinese Wang Yi a Guiyang, capoluogo della provincia di Guizhou nel sud-ovest della Cina, che l’Ungheria produrrà localmente il vaccino cinese contro il covid-19 Sinopharm.

Durante l’incontro, il Ministro Péter Szijjártó, ha conferito a Wang Yi un ordine al merito ungherese. Questo conferimento rappresenta “un segno di apprezzamento e gratitudine da parte dei cittadini ungheresi”, ha affermato il ministro ungherese.

Come riportato da Ansa, il Ministro ha poi aggiunto che l’Ungheria è il primo stato membro dell’Unione Europea ad aver acquistato e autorizzato l’uso dei vaccini cinesi, cogliendo l’occasione per precisare che “questo dimostra pienamente l’alto livello e la qualità delle relazioni bilaterali”.

Come pubblicato da index.hu, sembrerebbe che coloro che sono stati vaccinati con il vaccino Sinopharm stiano caricando su un gruppo Facebook dei risultati negativi relativi al loro livello di anticorpi. Apparentemente, diversi cittadini non avrebbero sviluppato anticorpi dopo due vaccinazioni.

L’OMS ha autorizzato l’uso di emergenza di Sinopharm per persone di età superiore ai 18 anni a inizio maggio. Ciò è stata senza dubbio un’importante vittoria diplomatica per la Cina e per il governo ungherese che è stato l’unico ad aver acquistato il vaccino nell’UE.

Tuttavia, un gruppo di lavoro dell’OMS ha pubblicato una valutazione del vaccino cinese in cui si attesta che in assenza di dati sufficienti, l’organismo mondiale non è in grado di stabilire quanto il farmaco possa proteggere contro una grave infezione da Covid-19 né il suo grado di effetto protettivo contro le varianti.

La ragione starebbe nel fatto che solo il 2% di volontari aveva più di 60 anni. Nonostante ciò, in Ungheria, un alto tasso di persone di età superiore ai 60 anni ha iniziato a sottoporsi al vaccino.

OGYÉI, che ha autorizzato il vaccino cinese, afferma quanto segue nella descrizione delle caratteristiche del prodotto:

Il vaccino può essere utilizzato anche nelle persone di età pari o superiore a 60 anni, che dispone di dati limitati sull’esatto livello di protezione fornito dal vaccino e la ricerca è in corso. Prima di utilizzare il vaccino, è necessario considerare lo stato di salute delle persone di età pari o superiore a 60 anni e il grado di rischio di esposizione a gravi complicanze dovute all’infezione virale.”

Il gruppo Facebook “Anti-Antibody” ha inviato una lettera aperta di assistenza al Direttore Sanitario Nazionale, all’ordine dei medici, al Primo Ministro Viktor Orbán, a noti biologi, immunologi e politici; in cui si attesta la preoccupazione riguardo al livello di protezione del vaccino.

Questa tensione potrebbe essere risolta se, dopo una misurazione (gratuita) su larga scala del livello di anticorpi, diventasse più chiara la percentuale di ultrasessantenni che possiede una protezione bassa o nulla.

Ma neanche questo fornirebbe una soluzione rassicurante. Si potrebbe prendere in considerazione la strada della terza vaccinazione o di una vaccinazione incrociata con un altro vaccino, ma questi metodi non sono ancora diffusi.

FONTI: ANSA | hungarytoday.hu | index.hu | cgtn.com
IMMAGINE DI COPERTINA: Punto di vaccinazione nella Casa civile e giovanile di Salgótarján il 25 maggio 2021. Fotografo: Péter Komka

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Gianluca Bruno