VIDEO: Fabio Cristiano, l’arte del pizzaiolo napoletano conquista Budapest

A Budapest la pizza napoletana è stata protagonista trasversale all’intera durata della “Seconda Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”. Intervistiamo Fabio Cristiano, fondatore della “Scuola di Pizzaiolo”, all’interno della Trattoria Pomo d’Oro, storico ristorante tricolore di Pest. Parliamo di un mestiere che non va in crisi, di come la sua scuola formi pizzaioli pronti a lavorare in tutto il mondo e, ovviamente, di Budapest, dove l’arte del pizzaiolo napoletano riscuote sempre più interesse. 

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Come nasce la Scuola di Pizzaiolo?
“La scuola nasce circa 10 anni fa, quando come pizzeria storica offrivamo già insegnamento a vari ragazzi, ma senza avere gli spazi che una scuola necessita. Siamo partiti da lì creando sì una scuola, ma in una vera pizzeria, dove i ragazzi lavorano imparando il mestiere”. 
Ci sono ancora giovani italiani che vogliono fare questo mestiere e davvero quest’ultimo resiste alla crisi?
“Tantissimi giovani vogliono fare questo mestiere. Il nostro è uno dei pochi settori che non ha risentito della crisi perché il web non ci ha surclassato: tutto è passato sul web, ma la pizza non puoi spedirla come l’allegato di una mail”
Quanti pizzaioli sfornate all’anno?
“Tra i 100 e i 150 ragazzi all’anno escono dalla nostra scuola, di cui poi 60-70 diventano bravi pizzaioli. Abbiamo ragazzi in tutto il mondo: Australia, America, Brasile, tutta Europa…tantissimi in Inghilterra”
“Rimaniamo in contatto con tutti quanti – aggiunge – si crea una grande famiglia lavorativa”.
Dove vi trovate?
“La sede è a Napoli, nel quartiere di Bagnoli, ed è dotata di 3 forni diversi per insegnare, perché nel mondo non sempre si trova il forno a legna e i ragazzi devono essere capaci di realizzare un’ottima pizza anche con il forno a gas o elettrico.”
Cosa avete trovato a Budapest?
“Tanto interesse nella pizza napoletana. Abbiamo cucinato presso la residenza dell’Ambasciatore (per l’evento in cooperazione con ENIT, vedi qui), all’Istituto Italiano di Cultura, qui da Pomo d’Oro e, domani (domenica 27 novembre, ndr) all’Intercontinental Hotel per la Fiera Diplomatica, un grosso evento di beneficienza”. 
Cosa ci dici in merito alla candidatura dell’arte del pizzaiolo napoletano all’UNESCO? 
“Abbiamo raccolto più di 2 milioni di firme in oltre 90 Paesi in tutto il mondo; a dicembre attendiamo la risposta dell’UNESCO per la candidatura a patrimonio dell’umanità.”
Qual’è la tua preferita?
“Un pizzaiolo mangia un po’ tutte le pizze, perché deve proporle alle persone. La mia preferita è semplice, ma con ingredienti campani: pomodoro San Marzano, la mozzarella di bufala campana e olio extravergine d’oliva.”

di Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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