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Il giro del mondo in...auto elettrica: diario della tappa a Budapest

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Tags: Ambiente | Budapest | Eventi | Rinnovabili

Il sogno di Jules Verne, girare il mondo in 80 giorni, è diventato realtà ormai molto tempo fa, ma sarebbe possibile fare lo stesso tragitto con veicoli a zero emissioni? Rispondere a questa sfida è lo scopo delle squadre che stanno portando avanti un'ingegnosa avventura. La corsa più lunga e più verde di tutti i tempi: lo ZERO Race. Vediamo insieme i dettagli dell'iniziativa, che ha appena attraversato Budapest e l'Ungheria.

Zero Emissions Race: l'iniziativa
Il 16 agosto i partecipanti sono partiti da Ginevra con i loro veicoli elettrici, seguendo l'ispirazione di Louis Palmer, il primo uomo al mondo ad aver girato il mondo a bordo di un veicolo ad energia solare. Quattro team da tre continenti diversi: Australia, Europa (con una squadra dalla Germania e una dalla Svizzera) ed Asia (con una formazione dalla Corea del Sud).  “Con questo giro vogliamo dimostrare – ha detto Louis Palmer – che 7 miliardi di persone su questo pianeta hanno bisogno di energia rinnovabile e di mobilità pulita. Il petrolio sta finendo e la crisi climatica è in arrivo...stiamo tutti correndo contro il tempo.â€.


La Mission
Lo scopo di ZERO Emission (o dovremmo scrivere eMISSIONs?!)  è proprio quello di dare ispirazione, di raggiungere il maggior numero di persone possibile e far aprire loro gli occhi sulla soluzione ai  problemi che l'inquinamento sta aggravando giorno dopo giorno. Dopo la partenza dalla Svizzera, il giro sta andando avanti in Europa.
Tappa a Budapest
Dopo le prime due settimane, il 29 agosto, lo ZERO Emission Tour ha raggiunto Budapest. “I circa 200 km da Vienna a Budapest sono passati in fretta ed ognuno di noi era molto curioso di arrivare in Ungheria! Un nuovo paese e una nuova, particolarissima, lingua!â€, ha commentato Julianna Priskin, membro di uno degli equipaggi, scrivendo sul blog-diario di ZERO Emission.
Diario da Budapest
Da Budapest la Priskin, di origine ungherese, ha scritto: “A Budapest stiamo stati accolti ufficialmente da una rappresentanza di Comtex Green, azienda che commercializza auto elettriche REVA, prodotte in India. Sono auto a due posti che possono raggiungere gli 80 km/h usando comuni batterie a LED. Abbiamo trascorso una bella domenica mattina di sole a Budapest di fronte al Museo dei Trasporti, dove molte persone interessate sono venute a fare la nostra conoscenza. Sono stata molto felice - conclude la Piskin -  di vedere che anche alcuni dei miei parenti si sono fermati!â€.
Il gigante sovietico diventato Green
A Budapest il team ha avuto modo di apprezzare l'impegno della municipalità contro il global warming, a causa di un piccolo intoppo. Per la mancata segnalazione di un ponte sul Danubio chiuso per lavori, le squadre hanno percorso un tragitto alternativo, trovandosi di fronte al Faluhaz Project, un ex-palazzo sovietico abitato da circa 3000 persone e da poco convertito alle rinnovabili. Con la partecipazione finanziaria degli inquilini, il governo ungherese e la municipalità di Óbuda hanno effettuato installazioni e rinnovi fino a dimezzare le emissioni di  CO2 del gigantesco stabile.
Da Budapest a Debrecen
A Debrecen il team ha incontrato di nuovo una popolazione sorpresa ed interessata. La sera relax con una cena offerta loro in un ristorante tipico ungherese.
Il giro del mondo in 4 auto
I partecipanti andranno a Mosca, poi in Asia, a Shangai, per poi imbarcarsi per Vancouver. Dal Canada passeranno alla costa occidentale del Nord America, fino a Cancun, in Messico, dove sosteranno in occasione della Conferenza Climatica delle Nazioni Unite, per ispirare i leader mondiali  ad agire. A dicembre i veicoli elettrici saranno imbarcati di nuovo ed approderanno in Portogallo, da dove faranno mostra delle loro caratteristiche e vantaggi all'Europa sud-occidentale. Conclusione prevista per fine gennaio 2011, con l'arrivo a Ginevra , dopo 80 giorni di guida su strada e 30mila km percorsi  attraverso 16 paesi con tappe in 150 città per altrettante conferenze stampa.

Link: http://www.zero-race.com/en/

Fonte immagini: Zero Race

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu


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