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Electrolux: un anno di cambiamenti. Maxi licenziamento a Forlì

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Tags: Elettronica | Italia | Lavoro | Tecnologia

I ricavi di Electrolux Lehel, unità ungherese del colosso svedese degli elettrodomestici, sono calati del 8,8% nel 2009. Il 2010 si presenta incerto, dai sicuri alti e bassi. Pochi  giorni fa Electrolux è stata esclusa dal listino della borsa  di Londra (London Stock Exchange, LSE), in cui si era inserita nel 1928. La multinazionale ha fatto sapere che la sua presenza sulla borsa di Londra non era più necessaria, mentre rimane quella sul  Nasdaq OMX Nordic Market di Stoccolma. In Italia sta facendo clamore l'annuncio del maxi licenziamento alla fabbrica Electrolux  di Forlì,

ai danni di 300 lavoratori dei 1100 che lavorano nell'impianto, il più grande della provincia. Inevitabili le proteste e gli scioperi, come già visto anni fa per l'Electrolux  Zanussi di Scandicci, appena fuori Firenze,  destinata ad una sorte peggiore in quanto la fabbrica è stata chiusa e convertita in Italia Solare Industrie lo scorso dicembre. Riguardo a Forlì,  l gigante degli elettrodomestici fa sapere di non avere in programma delocalizzazioni e nemmeno riduzioni dei livelli di produzione. Per mantenerli agli stessi standard, tuttavia, Electrolux ha bisogno di ottimizzare le risorse. Da qui la decisione di trasformare in esuberi  le attuali 60 giornate di cassa integrazione e di ridurre lo stipendio a tutti i dipendenti, come conseguenza dell'abolizione di un turno di lavoro. In seguito Electrolux intende portare a Villanova la produzione dei moderni forni  da incasso ad alta cavità e aumentare il margine operativo di profitto. La compagnia non rinuncia gli investimenti, nonostante la crisi e il calo della domanda. In Ungheria ha annunciato lo scorso gennaio un investimento da 5,2 milioni di euro in sviluppo del prodotto al suo impianto di refrigetratori di Nyíregyháza, il più grande impianto per freezer ed impianti di refrigerazione d'Europa, che impiega 1300 persone. Purtroppo però, almeno in Italia, gli interessi della multinazionale non giovano ai suoi dipendenti.

Redazione Economia.hu

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