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Ungheria nuovo Lussemburgo?

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Tags: Finanza | Fondi | Investimenti

Avvantaggiandosi della sua posizione geografica, ottimale per il settore dei servizi finanziari, l'Ungheria potrebbe diventare “il Lussemburgo dell'Est Europa”. Lo sostiene

il Ministero dell'Economia Nazionale, spiegando che far diventare l'Ungheria il centro finanziario dell'Europa Centrale è lo scopo nuova della strategia di politica economica da poco adottata dal governo guidato da FIDESZ. “Vogliamo creare un ambiente – scrive il Ministero in un comunicato -  con un apparato fiscale, un background legale ed un regolamento di mercato tali da stimolare gli investimenti stranieri e che possa facilitare la crescita del tasso di risparmio domestico nel lungo termine”. L'Associazione Gestione Aziende (Bamosz) stava già preparando uno studio sulle potenziali strategie da perseguire per indirizzare l'Ungheria a diventare hub finanziario  per i paesi dell'area centro-est Europa. Il lavoro è stato però interrotto con il varo della riforma pensioni del dicembre 2010 e il calo di fiducia nel mercato che ne è derivato. Lo specifica Peter Simon, il direttore dello sviluppo del business per OTP Gestione Fondi, esprimendo la sua perplessità sul fatto che l'Ungheria possa diventare un centro di attività finanziarie nel vicino futuro. Molto più verosimile, secondo Simon, che il paese diventi un polo per i paesi dell'Europa sud-orientale. Ungheria come hub di servizi e soprattutto di professionalità e di esperti, alla stregua del Lussemburgo. Un obiettivo che richiederebbe comunque diversi anni, spiega Simon, da portare avanti nel lungo termine: “Nonostante il nostro settore finanziario sia ancora quello più sviluppato nella regione, c'è molto da fare, a partire dall'implementazione della direttiva europea UCITS IV  - quella sui fondi comuni d'investimento, ritenuta fondamentale per un mercato efficiente e che tutti i paesi Ue devono recepire entro il 1 luglio 2011. Occorre poi  creare un'infrastruttura competitiva a livello di registrazione dei fondi d'investimento e per il trattamento degli ordini.” Con la nuova direttiva entreranno più fondi sul mercato ungherese del settore e la competizione si farà maggiore, in un contesto in cui – ha detto Simon – i fondi d'investimento straniero sono già numerosi. Per fronteggiare i nuovi cambiamenti ,OTP intende introdurre  nuovi prodotti creati per semplificare la sua comunicazione con gli investitori, tramite l'introduzione del KID, il Key Information Document* predisposto dalla direttiva UCITS come sostituto del Prospetto Informativo. Il gruppo intende adottare il KID anche per i fondi non-UCITS, quelli non regolati dalla nuova direttiva e che costituirebbero oltre il 90% dei fondi d'investimento attivi in Ungheria. "Ai gestori dei fondi non occorre una grande preparazione per l'implementazione della direttiva UCITS, dato che questa non ha un effetto immediato sulle loro operazioni interne. Oltre il 90% dei fondi di investimento attivi in Ungheria sono regolati a livello nazionale e non sono soggetti alla nuova direttiva, ma i regolamenti ungheresi – ha spiegato il Segretario Generale di Bamosz Andras Temmel – sono simili in molti aspetti a quelli della direttiva. Nel lungo termine - sostiene inoltre Temmel -  fondi ungheresi potrebbero essere convertiti al sistema dei fondi UCITS, processo che sarebbe intensificato al momento dell'adozione dell'Euro."


Tratto da articolo di Gabriella Lovas, Budapest Business Journal


Traduzione, adattamento e note a cura di Claudia Leporatti

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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