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Hamburger tax anche su caffè e formaggio

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Tags: Agro-alimentare | Famiglie | Tasse

Un caffè? Dieci fiorini (in più). Arrivano finalmente alcuni dettagli precisi, anche se non confermati, sulla tassa meno popolare del momento, quella sui cibi da fast-food e gli altri alimenti ritenuti contro la salute dal governo conservatore ungherese.

Il governo ungherese torna a parlare della cosiddetta “Hamburger tax”, il balzello su cibi e bevande ritenuti nocivi per la salute che l'esecutivo Orbán ha inserito nel suo piano di riforme, come manovra per ridurre gli oneri del sistema sanitario. La tassa non è ancora stata messa al voto, ma  secondo quanto scritto da Origo.hu il 3 giugno, gli esperti stanno valutando quali prodotti ne saranno interessati, arrivando ad includere anche il caffè ed alcuni formaggi. Gábor Csiba, presidente  dell'alleanza strategica degli ospedali magiari, ha dichiarato il 2 giugno  che la tassa potrebbe essere attiva già a partire dal 2011. Oltre alle due aggiunte citate, piuttosto sorprendenti, sono menzionati la Coca-Cola, le patatine fritte, le bevande energetiche ed i cibi distribuiti dai fast-food. A fronte delle prevedibili proteste, ad aprile era stato dichiarato che la “Hamburger Tax” non sarebbe stata introdotta. I giornali avevano poi comunicato   che il Secretariato di Stato ungherese per la Salute stava lavorando ad una "tariffa aggiuntiva sui prodotti per la salute pubblica". Cambiata la forma, rimane  il concetto di far pagare di più il cosiddetto “junk food”, cibo spazzatura. Nello specifico, Csiba ha parlato alla tv ungherese MTV di un'aggiunta di 10 fiorini su ogni bottiglia, pacchetto o unità degli alimenti soggetti al sovrapprezzo. A febbraio, prima della pubblicazione del piano “Szell Kalman” contenente le riforme che il governo intende attuare, Viktor Orbán spiegò che le persone dallo stile di vita insano dovrebbero contribuire in misura maggiore al sistema sanitario. Dato che, sempre secondo il governo ungherese, vi sono alimenti “unhealthy”, chi li consuma deve pagare di più."Il loro trattamento in caso di malattia costa di piu`" ha argomentato Csiba il 3 giugno davanti alle telecamere della MTV.  “Non si tratta di una nostra invenzione” ha continuato Csiba, spiegando che la Romania,  ha introdotto un provvedimento simile nel 2010. Una frase  incompleta. Csiba avrebbe dovuto precisare che la Romania non ha attivato l'imposta, non essendoci spazio per quest'ultima nelle correnti condizioni economiche. L'intenzione rimane, forse dal prossimo anno la tassa potrebbe diventare realtà in Romania. Una tassa sui “cibi spazzatura” è stata al vaglio anche in altri paesi europei, come Francia e Germania, che l'hanno poi scartata. Vedremo se l'Ungheria arriverà fino in fondo e con quali effetti. Potrebbe essere il primo paese al mondo a tassare dei prodotti alimentari.

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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