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La crisi del settore edile ungherese

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La crisi del settore delle costruzioni non accenna a finire in Ungheria, ad agosto il settore ha registrato un calo, su base annua, del 12,3% che va ad aggiungersi alla discesa del 15,4%, sempre su base annua, di luglio. Questo calo della produzione è da attribuire alla mancanza di grandi investimenti e alla diminuzione significativa, oltre un terzo rispetto all’anno precedente, della richiesta di concessioni per la realizzazione di nuove abitazioni. Nei primi otto mesi dell’anno 2011, in termini di volume, la costruzione di edifici è diminuita del 11,4% , quella delle opere di ingegneria civile del 11,2 per cento.

Qualche speranza per il futuro nasce però dal fatto che perlomeno il ritmo di caduta, su base mensile, ha leggermente rallentato tra luglio, agosto ed a settembre e si e' avuto un aumento della produzione dell'1,6%.

Gli immobili hanno perso complessivamente il 30% del loro valore rispetto a 3 anni fa, si sono allungati i tempi di vendita e nella capitale Budapest si registrano importanti svalutazioni. Il costo medio al metro quadro delle abitazioni (esclusi i prefabbricati) è il seguente: Buda-nord: 322 mila fiorini; Buda-sud: 236 mila; Pest-nord: 252 mila; Pest-sud: 239 mila

(Magyar Nemzet, p.10 del 11-10-2011, Nemzet, p.10 del 11-10-2011, HAC)

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