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IVA sugli alimenti e frodi

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Nel corso di un’intervista con la Reuters, Sándor Csányi, proprietario di Bonafarm, il maggiore gruppo alimentare ungherese, ha dichiarato che il governo dovrebbe diminuire l’imposta sui beni alimentari di prima necessità ed applicare invece la tassazione inversa nel restante settore alimentare al fine di combattere il numero crescente di frodi fiscali per una perdita che ammonta a miliardi di euro. Solo un miliardo di euro all’anno è il risultato di raggiri che coinvolgono prodotti come oli vegetali, zucchero, caffè e carne con il rischio che il presente assetto fiscale faccia scivolare interi settori dell’economia ungherese nella stretta del mercato nero. Sulla maggior parte dei prodotti alimentari viene infatti applicata un'IVA del 27%, il tasso più alto nell’Unione Europea, introdotta quest’anno tra le misure fiscali di alleviazione del debito pubblico.

Anche il direttore della compagnia agroindustriale Bunge nell’area danubiana, Greebe, ha dichiarato alla stampa che l’Ungheria è uno degli Stati maggiormente colpiti da questo tipo di frode. La stessa Europol ha stimato che a livello europeo ben cento miliardi di euro vengono persi ogni anno a causa di frodi fiscali legate al commercio di prodotti alimentari, che è in gran parte in mano a gruppi di piccole imprese gestite da bande criminali; per la sola Ungheria vi sarebbe una perdita di 5 miliardi, pari a 10% della spesa pubblica del Paese. Andrea Aszalós, portavoce della sezione criminale dell’autorità fiscale ungherese, assicura che le unità investigative stanno compiendo grandi passi in avanti nell'identificazione dei sistemi di frode.

Fonte: www.reuters.com

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