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Il mondo in crisi, analisi GKI su Ungheria. Il fiorino debole incoraggia il turismo

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Tags: GKI Economic Research | Lavoro | Previsioni | Statistiche | Turismo

La previsione preparata da GKI Economic Research Co. in collaborazione con Erste Bank dimostra che sia la profondità e la durata della recessione mondiale sono ancora imprevedibili, ma le previsioni in tutto il mondo sono sempre più pessimistiche. In Ungheria il calo dei salari reali è moderato, i consumi stanno diminuendo in modo notevole, mentre il turismo risente in modo positivo della debolezza del fiorino.

Il 2009 sarà l'anno in cui la recessione mondiale toccherà il fondo. Il PIL dell'UE potrebbe calare del 2-3%, a dispetto di numerose azioni volte a stabilizzare l'economia dell'Unione europea. Il tasso di crescita dell'economia ungherese è stato dello 0,6% nel 2008. Nel 2009 la produzione dell'economia diminuirà del 3-4%. Si tratta di un calo più accentuato rispetto a quanto previsto in precedenza ed è una conseguenza del calo della domanda interna ed esterna. Entro la fine del 2009 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche in Ungheria sarà quasi di certo al di sotto del criterio di Maastricht (3%). La mancanza di fondi  rende indispensabile la riduzione del deficit esterno. Un miglioramento può essere conseguito mediante aumento del surplus commerciale e dei trasferimenti all'interno dell'UE. Le retribuzione lorde aumenteranno di circa il 4% nel settore delle imprese, mentre il settore pubblico vedrà un calo 1%. Nel complesso, questo produrrà uno calo di quasi l'1% in termini reali. Nel 2008, specifica GKI, il reddito reale è aumentato del 0,7%, quindi in due anni il guadagno reale rimarrà sostanzialmente invariato. Tuttavia, i consumi e gli investimenti delle famiglie tenderanno a diminuire a causa dell'accesso limitato ai prestiti e dell'aumento dei costi del credito. Le famiglie dovrebbero quindi aumentare la loro propensione al risparmio. I consumi delle famiglie si ridurranno di circa il 3%, gli investimenti di circa il 5%. L'inflazione scenderà rapidamente nei primi mesi del 2009, così come il consumo globale di energia e i prezzi agricoli. Gli aumenti di prezzo saranno solo del 2% circa entro il mese di maggio. Nella seconda metà dell'anno sarà probabile una crescita dell'inflazione a causa del previsto aumento dell'IVA e delle accise, oltre alla debolezza del fiorino. L'aumento medio annuo dei prezzi dovrebbe essere del 3,3%, ma entro la fine dell 'anno sarà un po' più alto: circa il 4,4%. Tra la fine del mese di dicembre e la fine di gennaio il tasso di cambio del fiorino si è indebolito nei confronti dell'euro passando da 265 a 300 fiorini contro un euro; ai primi di marzo la valuta ungherese si è indebolita ulteriormente, insieme alle altre monete dell'Europa centro-orientale. Lo stato attuale del fiorino è favorevole per l'industria turistica e per le aziende che sono competitive grazie alle importazioni. Il suo impatto positivo sulle esportazioni è limitato dalla volatilità del tasso di cambio. Per il momento la Banca Centrale Ungherese (MNB) ha deciso di lasciare il tasso d'interesse fermo al 9,5%, ma sono previsti tagli per i prossimi mesi dell'anno.

Redazione Economia.hu

 

 

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