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Tagli, tasse e obiettivi: il nuovo governo dell'Ungheria per uscire dalla crisi

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Tags: Ambasciata | Crisi | Governo | Tasse

Secondo gli analisti, a causa di una recessione più elevata di quanto inizialmente previsto per il 2009 (5,5-6% invece di 3,5%), il nuovo Governo dovrà controbilanciare una diminuzione delle entrate pari a 100- 150 mld HUF e, per potersi avvicinare al target deficitario, dovrà risparmiare solo in quest’anno 300-400 mld HUF.

A tal fine, il Primo Ministro Gordon Bajnai ha delineato un piano di austerity che comporterebbe una ulteriore riduzione della spesa pubblica pari almeno a 500 mld HUF (100-120 quest’anno, e 300-400 nel 2010), e rafforzerebbe di fatto le misure di gestione della crisi annunciate da Gyurcsany in febbraio. Bajnai ha individuato tre problemi principali: l’Ungheria spende più di quanto produce; essa ha perso la fiducia degli investitori internazionali; la sua crescita economica potenziale è bassa. Questi fattori sono stati poi aggravati dalla crisi finanziaria globale.
Il documento pone dunque quattro prioritĂ  per il Paese:

  • prendere misure immediate per la gestione della crisi,
  • ripristinare la stabilitĂ  finanziaria e la crescita economica,
  • ridurre il deficit di bilancio,
  • porre l’adozione dell’euro come un obiettivo di medio termine.

 In particolare, le misure concrete proposte fino ad oggi sono:

  • etĂ  pensionabile a 65 anni;
  • sospensione dei sussidi per l’acquisto e la costruzione delle case a partire dal 1 luglio 2009 (grazie a questa misura, lo Stato risparmierĂ  15 mld HUF nel 2009 e 30 mld nel 2010);
  • congelamento per 2 anni dei salari nominali degli impiegati nella pubblica amministrazione (70 mld HUF risparmiati nel 2010);
  • abolizione della tredicesima sui salari nel settore pubblico (60 mld HUF risparmiati nella seconda metĂ  del 2009, e 120 mld HUF nel 2010);
  • ritiro posticipato della seconda rata della tredicesima sulle pensioni, che verrebbe comunque abolita nel prossimo anno (solo con questa misura, lo Stato risparmierebbe 80 mld HUF nel 2009 e 160 mld nel 2010);
  • congelamento dei sussidi per le famiglie (10 mld HUF nel 2010) e abbassamento dell’etĂ  idonea a riceverli da 23 a 20 anni (altri 10 mld HUF);
  • riduzione dei sussidi per il gas e il riscaldamento per quest’anno, e graduale abolizione nel corso dell’anno prossimo (35 mld HUF risparmiati nel 2009, 70 mld nel 2010);
  • taglio della paga dei giorni di malattia fino al 60% dello stipendio normale (10-20 mld HUF);
  • abbassamento dei sussidi per i trasporti e per i media pubblici;
  • riduzione dei sussidi statali alla MAV; taglio di alcuni sussidi per l’agricoltura;
  • riforma degli indici per le pensioni, giĂ  inserita nel pacchetto Gyurcsany. 

Il rapporto finora presentato da Bajnai tuttavia non comprende il programma completo per la gestione della crisi, ma solo un pacchetto di “misure dolorose” che necessitano una decisione rapida da parte di Governo e Parlamento. Ulteriori tagli alle spese arriveranno nel corso di quest’anno e del 2010. In particolare, l’Ungheria dovrà ridurre il carico fiscale su impiegati e datori di lavoro, mentre l’economia dovrà essere stimolata attraverso aiuti finanziari agli agenti economici e progetti di investimento (attraverso fondi UE).
Per Fidesz il nuovo piano di austerity non è necessario: i 500 mld HUF possono essere ugualmente raccolti attraverso l’abbassamento dei tassi d’interesse, la lotta alla corruzione e il ripristino della fiducia nel Governo. Il principale partito di opposizione non ritiene che l’Ungheria si trovi in una profonda crisi economica a causa dei sussidi e delle tredicesime. Viktor Orban ha dichiarato che MSZP e SZDSZ potrebbero cadere nel momento in cui dovranno presentare il piano di bilancio per il 2010, e ritiene dunque non del tutto irrealistica l’ipotesi di elezioni anticipate il prossimo autunno.
Il pacchetto Bajnai ha suscitato anche la ferma opposizione dei sindacati: gli insegnanti lo accusano di mandare al collasso l’istruzione pubblica, e minacciano lo sciopero generale; la VDSZSZ (Unione Libera dei Lavoratori Democratici) respinge la proposta, la quale aggiunge ulteriori carichi fiscali sui ferrovieri.

  (HAC 15.4.09, pp. 1-3) 

FONTE: Notiziario economico dell'Ambasciata d'Italia a Budapest

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