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Opportunità, liquidazioni e licenziamenti

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Tags: Aziende

La Società delle Ferrovie dello Stato ungheresi, MAV, in fase di ristrutturazione e di tagli di spese, rilancerà in autunno l’offerta di vendita della sua sede in Andrassy, prestigioso viale  di Budapest, del valore di 5 miliardi di fiorini (circa 18,4 milioni di euro).

La Società Magyar Posta, poste statali ungheresi, in vista della deregolamentazione nel 2013 del mercato europeo dei servizi postali, lancerà in autunno un bando per la costruzione di un centro logistico di 6 mld di fiorini (euro 22 mln) da costruire a Godollo, nei dintorni di Budapest. La nuova base logistica occuperà 13.000 metri quadrati e dovrà essere operativa dalla seconda metà del 2011, inoltre saranno ristrutturati 50 uffici postali.  Nel settore edile la svedese Lindab, allumini per edilizia, a seguito della crisi del settore, chiude la propria fabbrica di Nyiregyhaza e licenzia 110 dipendenti. Nel settore tessile una fabbrica di biancheria della contea Tolna licenzierà a settembre 120 dei 600 dipendenti  a causa di una forte diminuzione di ordinativi, soprattutto dalla Germania.   Nel settore alimentare la ditta Herz, famoso e antico salumificio ungherese, già da tempo in difficoltà, chiuderà definitivamente stabilimento e produzione e saranno messi in vendita tutti gli assets societari, non avendo trovato un accordo con i creditori. In vendita anche la ditta Mirelite Kft, uno dei principali produttori ungheresi di surgelati e fornitore della grande distribuzione. In liquidazione la casa editrice Origo che lo scorso anno ha subito perdite per 350 mln di fiorini, è la seconda impresa editoriale a fallire dopo che la Grafika Press, la seconda più importante del paese ha chiuso lo scorso mese di giugno. Fallisce anche una cartiera, la Fuzfoi Papirfeldolgozo, che non è riuscita a vedere lo stabilimento per 206 mln di fiorini più 264 mln di fiorini di macchinari.
In liquidazione la Heliogrid Ungheria, produzione di pannelli solari, che appena nel 2007 aveva annunciato un investimento di 16,5 mld di fiorini (ca. 60,7 mln di euro) e la creazione di 800 posti di lavoro.
L’acciaieria di Diosgyor, Ungheria nord-orientale, che aveva già sospeso la produzione nello scorso dicembre, ha licenziato quasi 700 dipendenti ed è stata messa in liquidazione.  

Dal notiziario economico dell'Ambasciata d'Italia in Ungheria

 

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